Letture: “Newhara” di David Franco

41ot7tjqjulTrama: C’è sempre un nemico contro cui combattere nelle storie fantastiche, ma se a scoprirlo è un ragazzo come tanti, uno studente universitario che viene inghiottito dalla dimensione soprannaturale e catapultato in un mondo in cui niente è come sembra e non c’è una distinzione netta tra il bene e il male, il romanzo si fa ancora più interessante.
La vita di Daniel viene sconvolta nel momento in cui scopre di essere coinvolto in una battaglia secolare in cui nessuno è o innocente o malvagio e ognuno agisce spinto da scopi diversi, chiariti durante l’epilogo delle vicende.
Un libro che cattura quello di David Franco, una storia che permette di guardare alla realtà senza avere la certezza che tutto sia come appare. David Franco è un giornalista, classe 1994, laureando in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano.


 

Le mie impressioni: 3/5

Un fantasy per ragazzi.

Cos’è Newhara? Il paradiso, una dimensione parallela, libertà, o il sogno sospeso dell’autore? Ho iniziato a leggere senza sapere se fossi riuscito a comprenderlo, ma ci sono riuscito. Forse troppo in fretta.

Un urban fantasy che parte da Milano con la formula dell’eroe catapultato e costretto a salvare il mondo. Un viaggio incentrato sulla lotta tra il bene e il male, lo scorrere del tempo, il valore dell’amicizia e qualche amore. La trama risulta semplice all’inizio, ma nel corso della storia riesce ad ampliare le proprie motivazioni grazie alla storia personale dei protagonisti, arriva a millenni nel passato, ricompone il puzzle e rivela qualche sorpresa.

Lo stile è pulito, molto comprensibile, ma nonostante alcune scene di rara violenza lo valuto più adatto ad un lettore adolescente. La narrazione delle azioni è rapida e con molti colpi di scena, ma viene spesso interrotta dalle spiegazioni che i personaggi devono dare sul proprio passato o su ciò che li anima, lasciando capire un po’ alla volta cosa succederà. Non è un errore, ma spesso i dialoghi risultano noiosi nella forma di monologo.

I personaggi sono ben caratterizzati: è facile immaginarli ed affezionarsi a loro. Il loro risvolto psicologico appare molto semplice: i buoni si danno da fare per aiutare amici appena conosciuti e i cattivi sono alimentati da una vendetta millenaria. Soluzione adatta per chi cerca una lettura semplice, ma lascia qualche dubbio in particolare sui personaggi ‘buoni’ dell’età antica (e in teoria carichi d’esperienza) comportarsi e pensare spesso come adolescenti.

L’impianto magico dei ‘cattivi’, i demoni, mi ha ricordato la vecchia serie TV “Charmed”, e secondo me funziona molto bene, mentre ho qualche dubbio nella controparte dei ‘buoni’, gli spiriti. Non è ben chiaro se si tratti di entità incorporee, (dovrebbero visto la longevità millenaria e gli altri poteri), ma vengono trattati come possessori di un corpo fisico con l’intento di creare un punto debole. È giusto creare un punto debole nei protagonisti, ma questo non mi ha convinto, o forse non li si doveva classificare come spiriti.

Il giudizio finale è buono per il target di lettura al quale si dovrebbe rivolgere, e il voto basato su quello. Ben riuscito come fantasy per ragazzi, lo consiglio, ma potrebbe dare qualche delusione in una chiave di lettura più adulta. Come spesso accade nel fantasy il finale lascia spazio ad un seguito e, se l’autore riuscirà a scriverlo, sarò curioso di leggerlo.

 

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